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Un corpaccione esanime e spappolato
I coordinatori regionali continuano a latitare, limitando la loro presenza politica alle lodi del capo locale, oggi taumaturgico dispensatore di fondi fas, ieri attivo ricostruttore della tratta ferroviaria a Montaguto, per la quale aveva, in verità, brillato solo per ritardo di interessamento, domani chissà forse funambolico goleador azzurro a Città del Capo. Il partito continua a restare il corpaccione esanime e spappolato, che tutti in privato denunciano, senza avere mai il coraggio di affermarlo in pubblico. Iniziative politiche non se ne vedono, non se ne fanno e non sono in programma, perché se manca il capo, sempre impegnato fra Roma e Lecce, a Bari e nel resto della Puglia non si può fare nulla. Molte amministrazioni locali vanno a ruota libera, senza una politica unitaria e riconoscibile del partito, soprattutto in materia di energia, ambiente, rifiuti, sanità, enti locali e infrastrutture. Crisi e contrasti nel partito e negli enti locali si trascinano all’infinito, senza che ci sia qualcuno che tenti una soluzione, una sintesi, una mediazione e una riconciliazione. Naturalmente, se c’è da fare qualche nomina o da conquistare qualche pezzo di potere, mai che valga il merito. La scelta, anche questa con risse, prepotenze e colpi di mano, avviene sempre nell’ambito assai ristretto dei soliti famigli, amici e cortigiani. Per carità di patria evito di fare nomi, cognomi e grado di appartenenza. In questo quadro politico e organizzativo da encefalogramma piatto, un po’ di agitazione la mettono solo le iniziative dell’opposizione interna. Generazione Italia continua a raccogliere proseliti e a costituire circoli in ogni comune della Puglia, dando una voce e uno strumento ai tanti militanti, stanchi di fare le comparse e vogliosi di tornare a fare politica attiva sul territorio, ma sempre più pressante si fa il disegno, soprattutto nell’area della ex An, di scoraggiare il rafforzamento di questa nuova componente. Molto attivi in quest’azione, che qualche volta sconfina nella intimidazione, sono naturalmente i gasparriani, anche quelli che devono tutto a Gianfranco Fini e che quando era il segretario di An erano i suoi fedeli sciuscià. Fibrillazione crea anche la costituzione in Puglia della fondazione e della corrente del sen. Gaetano Quagliariello, che già chiamarla di opposizione è troppo, visto i toni paludati e cauti, con i quali si è presentata. Sta di fatto, però, che anche contro questa iniziativa si è alzato il muro dei fedelissimi del capo. Perentorio è partito dal Maglie l’ordine per tutti di disertare la prima convention della nuova corrente. Un modo primitivo e autolesionista di difendere il proprio recinto di potere e di consenso. Da Quagliariello, soprattutto in questi mesi, ci divide quasi tutto, ma noi andremo lo stesso alla sua convention. Per capire le sue ragioni, per la qualità del tema e dei relatori (oltre a Quagliariello, il Presidente Nichi Vendola e il Rettore dell’Università Corrado Petrocelli) ma anche per contribuire comunque al successo di una pregevole iniziativa di area. Noi, infatti, non ubbidiamo agli ordini stupidi e autolesionisti e non apparteniamo alla congrega fittiano-gasparriana, che boicotta e diserta le iniziative degli altri, solo perché non sono le loro. Ci andremo, anche sorridendo al pensiero dei poveri gasparriani pugliesi, precettati dal capo romano per applaudire Quagliariello all’Eur e dal capo pugliese per boicottare Quagliariello a Bari. Fibrillazioni correntizie a parte e che, comunque, sono benvenute, perché almeno alimentano un minimo di dibattito politico, il partito abbisogna di una urgente cura ricostituente. Parliamo di Bari e Foggia, solo per pare due esempi. A Bari, città capoluogo e sede di tre università, il partito semplicemente non esiste. Non c’è una politica per l’area metropolitana e tutto è lasciato al caso. Pezzi importanti di società civile ci stanno abbandonando e nessuno fa nulla per impedirlo. Abbiamo tenuto una riunione di dirigenti e parlamentari baresi, largamente disertata. Clima da pessimismo e solite beghe interne. Al coordinatore Antonio Di Staso ho fatto alcune domande e alcune proposte per rilanciare il partito a Bari. Non ho ancora avuto risposta. A Foggia, abbiamo crisi aperte alla Provincia, a Cerignola, San Severo e Lucera e un partito lacerato e fermo in tutta la provincia. Ho lanciato un appello ai maggiori esponenti del partito. Per risposta un silenzio di morte e di sufficienza. Si può continuare in questo modo? Credo proprio di no. Allora bisogna subito fare qualcosa. Per salvare il Pdl da una morte per inedia e asfissia. Chi ne ha voglia e non ha paura si faccia sentire. Generazione Italia è aperta a tutti.

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03/08/2010
Dove ci porterà l’ira funesta del Cavaliere? Alle elezioni anticipate o, almeno, questo è il suo obiettivo.
28/07/2010
Avremmo voluto occuparci oggi solo di Mezzogiorno. Questione seria, drammatica e colpevolmente sottovalutata. Ma da Orvieto è partito l’attacco.
21/07/2010
“Il coordinatore regionale dell’Udc dice che la corsa di Vendola alla nomination nazionale preclude qualsiasi possibilità di collaborazione

09/06/2010
“La buona educazione prevede che alle lettere si risponda; ma Nichi Vendola non ha mai brillato per buona educazione.”
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