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La battaglia dei tagli che rischiamo di perdere
Quella che prevede l’eliminazione di alcune piccole Province. Con una fantasia degna di miglior causa il nostro geniale ministro dell’Economia ha individuato la stravagante soglia dei 220mila abitanti per manifestare l’intenzione di sopprimere una decina di piccole Province al di sotto di quella soglia. Naturalmente si tratta solo di una mera intenzione, perché, come è stato già precisato, per diventare operativa la soppressione avrà bisogno di un altro decreto attuativo. Campa cavallo. La verità è che la Provincia come istituto è superata. Andrebbe abolita a basta. Così è scritto anche nel programma elettorale del Pdl e così avrebbe dovuto fare da tempo il Governo. Solo che la Lega si oppone e Silvio Berlusconi, naturalmente, cede. Ora ci ha pensato Giulio Tremonti a escogitare il solito trucchetto, per far finta di fare qualcosa. E in un modo davvero singolare. Deve aver fatto diversi e complessi calcoli per scegliere quota 220000, hanno pensato i più. Invece no, la scelta di quella soglia è puramente clientelare. Se fosse stata un po’ di più, mettiamo 230mila, sarebbe stata soppressa anche la provincia di Imperia, città del potente ex ministro Claudio Scaiola. Non si poteva, naturalmente. Solo i padrini e le clientele politiche, quindi, hanno consigliato quella soglia. Sotto i 220mila ricadeva, però, anche la provincia di Sondrio, provincia di elezione di Tremonti. Niente paura, il funambolico ministro Tremonti ha subito trovato la norma salvataggio. Fanno eccezione le province di confine. La norma, è di tutta evidenza, non ha alcun senso, ma serve a salvare la provincia di Tremonti. Suvvia, siamo seri. Soprattutto, quando ci accingiamo a chiedere sacrifici a tutti gli italiani. Prendiamo il coraggio a due mani e sciogliamo tutte le Province. Mandiamo a casa un migliaio di consiglieri e assessori, trasferiamo a Comuni e Regioni funzioni e personale, e risparmiamo una montagna di quattrini. Presidente Berlusconi, Ministro Tremonti, bischerate come queste e tagli generalizzati, senza riforme strutturali, serviranno a ben poco. Il risparmio momentaneo non basta. Occorre un taglio netto e definitivo. La soppressione delle Province sarebbe un primo, forte, chiaro messaggio. Ci vuole coraggio, è vero. Ma se non lo abbiamo ora, non lo avremo più. Perché la battaglia per salvare i conti del Paese andrà persa.

Commenti
Da: Rosella Vivio - 31/05/2010
Egregio Onorevole, sono elettrice di sinistra, ma questo non mi impedisce di darLe ragione e di sperare che alle giuste considerazioni da Lei espresse seguiranno fatti parlamentari in sede di discussione della Finanziaria.

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09/06/2010
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