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Quell’errore negato che imbottiglia il Pdl
Come ha affrontato e, sopratutto, come intende affrontare nel futuro il centrodestra pugliese questo fenomeno del tutto inedito nel panorama della sinistra tradizionale italiana e europea? Quello che abbiamo visto in passato e che scorgiamo in questi primi passi della legislatura regionale, che sta per cominciare, mi lascia alquanto perplesso. Abbiamo maldestramente perso le elezioni, perché, obbedienti a miopi logiche di carattere interno, a piccoli calcoli di potere e, peggio, a personali risentimenti, abbiamo ritenuto di opporre a un leader carismatico, un bravo ma grigio contabile delle malefatte avverse. Il primo parlava al popolo e lo emozionava, il secondo parlava agli addetti ai lavori, che nemmeno lo ascoltavano. L'errore del Pdl non sta solo nella scelta consapevole e suicida di un'alleanza più stretta, ma anche nello stupido ostruzionismo all'unica candidatura, quella di Adriana Poli Bortone, che, sia pure in misura minore, avrebbe potuto gettare sulla bilancia quel mix di doti naturali e di tecniche innovative, che hanno fatto di Nichi Vendola un candidato, allo stato, imbattibile. Il mancato riconoscimento di questo errore sta imbottigliando ancora oggi il gruppo maggioritario del Pdl. Osservo, infatti, un continuismo preoccupante, figlio di analisi superficiali e poco attente. Già la campagna elettorale di Rocco Palese e di tutta la coalizione è stata una mera continuazione dei cinque anni di coerente opposizione al governo Vendola. Nessuno ha riflettuto, tirandone le necessarie conseguenze, che una cosa era l'opposizione in Consiglio regionale, e ben altra cosa era il messaggio da veicolare in campagna elettorale. Dice poco Francesco Amoruso, quando ammette che la nostra comunicazione non ha funzionato. La verità è che non avevamo nulla da comunicare. Vendola, infatti, declamava la Puglia che immaginava e che voleva per i pugliesi. Magari, come gli capita sovente, mentiva spudoratamente, ma i pugliesi ne sono rimasti rapiti e l'hanno votato. Palese e tutti noi continuavamo a elencare stancamente i suoi misfatti e le sue mancate promesse di cinque anni prima, senza mai indicare ai pugliesi, non dico un sogno, ma almeno un obiettivo da raggiungere. Ugualmente, osservo oggi, a campagna elettorale archiviata, che i toni, gli argomenti e le similitudini del centrodestra continuano a essere gli stessi di ieri e dell'altro ieri. Leggo sempre con interesse l'amico Tommaso Francavilla, e ascolto con attenzione i consiglieri Rocco Palese, Nino Marmo e Cecchino Damone, che mi dicono essere i possibili capigruppo, rispettivamente, del gruppo misto, del Pdl e della Puglia prima di tutto, e incredulo constato che Vendola viene assimilato addirittura al despota sovietico Leonida Brescnev e il suo governo alla truce dittatura comunista. Nichi non è certamente un liberale, ma da qui a paragonarlo a un despota ne corre. Penso di non sbagliare, se affermo che la propaganda politica, se vuole essere efficace, debba essere innanzitutto credibile. Rappresentare Vendola come un despota sovietico gli alienerà le simpatie delle migliaia e migliaia di giovani ventenni, che lo hanno votato e che nemmeno hanno conosciuto l'orrore del comunismo sovietico, essendo nati dopo la caduta del muro di Berlino? Penso proprio di no. Allora, piuttosto che raccontare favole poco credibili, andiamo a stanare veramente Vendola sui fatti concreti e in mezzo al suo popolo, al nostro popolo. Nelle piazze di Puglia e ovunque si dibatta o esista un problema concreto e reale, da affrontare e da risolvere. La vera sfida a Vendola Nichi Vendola, in questa legislatura, sarà più impegnato fuori regione a perseguire il suo ambizioso disegno personale, che a occuparsi, sul territorio e a Bari, delle necessità dei pugliesi. Limitarsi, come nel passato, alle pur necessarie battaglie in Consiglio regionale o alla quotidiana nota stampa potrà risultare, però, assolutamente insufficiente, se lo si vuole sfidare e battere. Il centrodestra ha già perso una ghiotta occasione, quando, nelle scorse settimane, non ha cavalcato con decisione la battaglia contro l'illegittima proclamazione di otto consiglieri regionali in più rispetto al numero, già ampio previsto dallo Statuto regionale. Avremmo dovuto spiegare ai cittadini, e con ogni strumento possibile, che Vendola voleva otto consiglieri in più a spese dei pugliesi, solo per garantirsi una maggioranza piu solida che lo mettesse a riparo da ogni insidia proveniente dal suo litigioso schieramento. Avremmo dovuto raccogliere decine di migliaia di firme dei pugliesi per chiedere una riduzione dei costi della politica. Siamo ancora in tempo per farlo, sfidando e stanando Vendola, costringendolo a costituirsi in giudizio contro gli otto ricorrenti e trasformando il disegno di legge di riduzione a 50 dei consiglieri regionali in proposta di legge di iniziativa popolare, corredata da almeno duecentomila firme. Certo, e` un obiettivo ambizioso, ma tale da mobilitare nelle piazze di Puglia, e tra la gente di Puglia, tutta l'opposizione e non solo il Pdl. Il merito di averlo fatto diventare leader nazionale Vendola trasformerà ogni sua iniziativa in uno spot elettorale della sua lunga marcia verso le primarie del centrosinistra. Ha già cominciato. La parità di generi nella giunta regionale, con sette uomini e sette donne, l'ufficializzazione della giunta, a solo qualche ora dalla sua proclamazione, e senza il vetusto rito della consultazione dei partiti, e la pubblicazione on line dei redditi e delle situazioni patrimoniali dei suoi assessori rispondono tutte a questa logica. Il centrodestra, se vuole batterlo, deve anticiparlo e sfidarlo sul suo terreno, senza lasciargli temi, argomenti e occasioni. Anche a costo, qualche volta, di mettersi contro il governo nazionale. A Tremiti, come a Montaguto, io non ho esitato a farlo. Potrebbe accadere innumerevoli altre volte, se si tratterà di difendere il nostro territorio da inammissibili violazioni, o di rivendicare il nostro buon diritto a infrastrutture moderne, o di difendere dalla crisi le nostre imprese e i nostri lavoratori. Questa, e non altra, è la strada per battere Vendola. Se ci portiamo la responsabilità di avergli fatto vincere le regionali, cerchiamo di prenderci il merito di non aiutarlo a diventare facilmente anche il leader nazionale della sinistra. Inchiodandolo in Puglia e stanandolo in ogni contrada della nostra splendida regione.

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03/08/2010
Dove ci porterà l’ira funesta del Cavaliere? Alle elezioni anticipate o, almeno, questo è il suo obiettivo.
28/07/2010
Avremmo voluto occuparci oggi solo di Mezzogiorno. Questione seria, drammatica e colpevolmente sottovalutata. Ma da Orvieto è partito l’attacco.
21/07/2010
“Il coordinatore regionale dell’Udc dice che la corsa di Vendola alla nomination nazionale preclude qualsiasi possibilità di collaborazione

09/06/2010
“La buona educazione prevede che alle lettere si risponda; ma Nichi Vendola non ha mai brillato per buona educazione.”
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