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Vendola si opponga al ricorso degli esclusi
Tanti quanti ne prevede lo Statuto della Regione. Non hanno trovato accoglimento le aspirazioni di altri otto candidati che, in base ad una illegittima interpretazione di una legge elettorale fatta con i piedi, aspiravano a entrare in Consiglio regionale. È assai presumibile che gli otto bocciati promuovano subito un ricorso giurisdizionale per far valere le loro presunte ragioni. La Regione deve costituirsi in giudizio per non lasciare che la abbiano vinta davanti al Tar. Ora mettiamo alla prova Nichi Vendola. La Corte d’appello di Bari, decidendo secondo diritto e prudenza, ha proclamato eletti settanta consiglieri regionali. Tanti quanti ne prevede lo Statuto della Regione. Non hanno trovato accoglimento le aspirazioni di altri otto candidati che, in base ad una illegittima interpretazione di una legge elettorale fatta con i piedi, aspiravano a entrare in Consiglio regionale. È assai presumibile che gli otto bocciati promuovano subito un ricorso giurisdizionale per far valere le loro presunte ragioni. Lo ha immediatamente anticipato il più loquace degli otto, quell’Alfonsino Pisicchio, in perenne movimento da un partito all’altro, e che già assaporava la lucrosa soddisfazione di passare dalla pur invidiabile poltrona di vicesindaco di Bari al più remunerato scranno di consigliere regionale. Dovrà pazientare. Controparte nei giudizi sarà la Regione Puglia, alla quale saranno notificati tutti i ricorsi. La Regione sarà posta davanti a un bivio: potrà costituirsi in giudizio, opponendosi alle ragioni dei ricorrenti, oppure restare contumace, favorendo di fatto i ricorrenti. Cosa farà Nichi Vendola? Ancora non lo sappiamo, ma la domanda è d’obbligo e attende una risposta urgente. Ad horas. In assenza, speriamo solo temporanea, di altri, che avrebbero maggior titolo per farla, a Nichi Vendola la domanda la rivolgiamo noi di Puglia d’oggi e del Comitato per la difesa dello Statuto regionale. La domanda, semplice e chiara, è la seguente: la Regione Puglia si costituirà in giudizio per opporsi alla elezione degli otto ricorrenti? La risposta deve essere altrettanto chiara. Inutile aggiungere che noi ci aspettiamo una risposta nettamente positiva. Tutti i partiti, infatti, hanno dichiarato di essere favorevoli a una riduzione del numero dei consiglieri e a un contenimento dei costi della politica. Ecco, questo è il momento di far corrispondere i fatti alle parole. Se Vendola si comportasse diversamente, dimostrerebbe nei fatti di essere un doppiogiochista e un demagogo. Per la legislatura sarebbe un pessimo inizio. È vero, Vendola avrebbe tutto da guadagnare, se i ricorsi fossero accolti. La sua maggioranza si allargherebbe ulteriormente. Ma sarebbe questa una buona giustificazione per far spendere alla Regione Puglia in cinque anni più di 8 milioni di euro? In tempi di crisi e di bilanci in rosso può la Puglia sopportare questo salasso aggiuntivo solo per assicurare a Vendola una maggioranza più larga? Ci pare proprio di no. Aspettiamo, dunque, che Vendola risponda, e che, soprattutto, si costituisca in giudizio. In attesa, noi resteremo vigili e attivi. Sul web, nelle piazze e nelle istituzioni.

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03/08/2010
Dove ci porterà l’ira funesta del Cavaliere? Alle elezioni anticipate o, almeno, questo è il suo obiettivo.
28/07/2010
Avremmo voluto occuparci oggi solo di Mezzogiorno. Questione seria, drammatica e colpevolmente sottovalutata. Ma da Orvieto è partito l’attacco.
21/07/2010
“Il coordinatore regionale dell’Udc dice che la corsa di Vendola alla nomination nazionale preclude qualsiasi possibilità di collaborazione

09/06/2010
“La buona educazione prevede che alle lettere si risponda; ma Nichi Vendola non ha mai brillato per buona educazione.”
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