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Il Pdl continua a sbagliare.
Il Pdl in Puglia non ne indovina una. E sapete perché? Semplicemente perché non è abituato a discutere, ad approfondire, ad ascoltare. A decidere sono solo e sempre i soliti pochi noti, che quasi sempre non le azzeccano. L’ultima perla è l’autonomia alle frazioni di Carbonara, Ceglie, Loseto, Palese e Santo Spirito. Quelle che Araldo di Crollalanza e Benito Mussolini accorparono alla città capoluogo, quando misero mano al progetto della Grande Bari. Altri tempi, altri uomini, si dirà. E sarà pure così, ma precipitare da di Crollalanza a Vasile, ci sembra un po’ troppo. C’è una legge dello Stato, inattuata da oltre un decennio, che prevede l’istituzione della città metropolitana di Bari. Questa comporta l’inclusione di altre comunità, non la fuoriuscita di quelle esistenti. Il futuro mediterraneo di Bari si gioca anche con i grandi numeri, non impoverendo la città con uno spezzatino falsamente autonomistico. Questa, e non altra, dovrebbe essere la battaglia del Pdl, che, invece, ancora una volta, rischia di cederla al sindaco Emiliano. Nelle frazioni, è verissimo, non funziona quasi nulla e, per la verità, nemmeno in centro le cose vanno bene. E allora, che il gruppo consigliare e tutto il Pdl si sveglino e mettano alle corde l’inefficiente ed assente sindaco Emiliano. Nei lunghi mesi, successivi alle elezioni, quando Emiliano era interessato solo a raggiungere i suoi obiettivi personali, entrambi mancati, della segreteria regionale e della candidatura a presidente, non ci pare che il Pdl abbia fatto molto per denunciare l’assenza del sindaco. A nessuno, per esempio, è venuto in mente di occupare la sua stanza in segno di protesta. Pinuccio Tatarella lo fece con Franco Delucia. Altri tempi, altri uomini. Come per il Petruzzelli Stiamo facendo lo stesso errore che abbiamo fatto per il Petruzzelli. Emiliano lo voleva inaugurare il 6 dicembre 2008. Probabilmente non tutto era in ordine per la inaugurazione. E con ciò? Norme alla mano, il Piccinni dovrebbe star chiuso da almeno dieci anni. E non solo il Piccinni. Una semplice ordinanza sindacale avrebbe risolto il problema, come si fa, in mille occasioni, per gli stadi, i teatri e i locali non perfettamente a norma. Noi, invece, ci siamo impuntati. Per non favorire Emiliano, dicevano il nostro Conducator e i suoi fedeli. È finita che, per non dare al sindaco il palcoscenico del teatro per un giorno, gli abbiamo consegnato quello della protesta e della “baresità” per un anno intero. Lo stesso sta accadendo ora per le frazioni. Stiamo trasformando il responsabile del loro triste abbandono nell’alfiere e difensore della baresità. L’ennesimo capolavoro di un Pdl senza capo e senza coda. Non ritorno, infine, sulle alleanze e sulla candidatura alla regione. Per carità di partito e perché è già stato detto tutto. Da noi e da Silvio Berlusconi. Ne riparleremo (eccome) dopo le elezioni. Per ora pensiamo a vincere, se Dio vuole. Forza Rocco.

Commenti
Da: Uno di Mola di Bari - 03/02/2010
Complimenti on. Tatarella, degno del suo cognome e concreto come fu pinuccio che aveva un unico pensiero assillante, BARI! Altri tempi, altri uomini! C'è sempre il momento per risvegliare questi animi e pensieri per far sì che questo PDL sia una partito unico e libero ma anche un partito che pensi al futuro e non solo all'immediato. Personalmente mi sento un uomo libero nn vincolato da nessun partito, ma nonostante tutto condivido il suo pensiero, e nutro molti dubbi sulle scelte fatte dal PDL pugliese. Cmq sia, le auguro ogni bene sperando che possa sempre portare alto in Europa l'onore della Puglia e della terra di Bari! Un abbraccio, anche se non ti conosco! :)

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