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Al centrodestra un appello alla pazienza
Corro volentieri il rischio di sembrare monotono, ma continuo a raccomandare a tutto il centrodestra calma e pazienza. La partita delle candidature per la presidenza della Regione Puglia non è ancora chiusa del tutto e non è saggio fare noi la prima mossa. Meglio giocare di rimessa. Raffaele Fitto, che – quando può – non disdegna di giocare al calcio cimentandosi anche con discreto successo, sa fin troppo bene che il contropiede è pur sempre la tattica che meglio riesce a noi italiani. Se poi Fitto, per rilassarsi, usa giocare anche a scacchi, si conservi pure la mossa vincente: quella che gli consentirà di fare scacco al re. Maionese impazzita È vero: a prima vista, la partita delle candidature sembra sfuggire ad ogni razionale interpetrazione. Più che una battaglia, guidata da attenti generali, sembra una maionese impazzita sfuggita dalle mani di una distratta massaia. Ma non è così. Tutti i contendenti vogliono vincerla questa guerra e tutti, oltre a personali e legittimi disegni di supremazia personale, vogliono affermare una propria linea politica. A sinistra soprattutto, dove la battaglia infuria da più tempo, con massima veemenza, incomunicabilità e rigidità di posizioni, sembra si siano infilati in un cul de sac. Non si intravede, allo stato, uscita diversa da una definitiva lacerazione elettorale e politica della sinistra, con la discesa in campo di due candidati. Il che equivale anche ad una sconfitta certa, certificata ed anticipata. Un disastro clamoroso, dalle conseguenze politiche altrettanto fragorose e tali da far sentire i suoi effetti anche e ben oltre i confini della regione. Un suicidio politico, al quale assai difficilmente si potranno rassegnare Massimo D’Alema e Pierferdinando Casini. Sono loro i registi di una operazione, studiata a tavolino, ma che, sul campo, non ha, sino ad ora, trovato i numeri sufficienti per affermarsi. Manterranno fede sino alla fine al patto sottoscritto, sfidando, con una sinistra divisa e lacerata, l’avverso esito delle elezioni? Oppure, fosse pure al novantesimo minuto, e ognuno per proprio conto, proveranno a trovare una loro personale ed onorevole via d’uscita? Alla fine, pur di non perdere la Regione e, soprattutto, di non intestarsi la sconfitta, D’Alema e il Pd potrebbero accettare le primarie, come vuole Vendola, che è sicuro di vincerle, oppure, senza di queste, rifluire automaticamente sulla candidatura di Nichi Vendola. Contemporaneamente, pur di non seguire Vendola e di non restare all’opposizione, Casini e l’Udc potrebbero abbandonare l’area di sinistra e tornare nel centro destra, magari anche con la formula utilizzata nel Lazio per Renata Polverini. Insomma, fossi in Fitto, io non sceglierei il candidato del centrodestra, prima di un chiarimento definitivo a sinistra. Né guerre né fughe in avanti Nel centrodestra però, bisognerebbe stare attenti a non replicare quanto di nefasto hanno già prodotto a sinistra. L’invito alla calma e alla prudenza, col quale si apre questo articolo, è indirizzato non solo al Pdl, ma a tutto il possibile schieramento, che potrebbe ritrovarsi intorno al partito di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Da noi non c’è bisogno di scatenare una guerra sulle candidature, né di annunciare pericolose e suicide fughe in avanti. Il candidato va scelto, solo dopo che sarà chiaro e definito il quadro delle alleanze e da tutti gli alleati seduti intorno ad un tavolo. Sbaglia, pertanto, chi intenda limitare la possibilità di scelta solo all’interno di una ristretta cerchia di pur qualificatissimi ed autorevolissimi rappresentanti istituzionali del Pdl, il che, per esempio, equivarrebbe anche a escludere automaticamente la pur prestigiosa candidatura di un magistrato esemplare ed integerrimo come Stefano Dambruoso, o a rendere del tutto superflua e meramente aggiuntiva la presenza di nuovi alleati, che ben potrebbero avanzare qualche loro candidatura. Sbaglia, però, anche chi ancor prima di essersi seduto a un tavolo comune già ipotizza in alternativa corse solitarie e – assai presumibilmente – votate al suicidio. La calma è la virtù dei forti e tutti abbiamo il dovere con i pugliesi e con i nostri elettori di essere pazienti e responsabili. Calma e gesso, dunque ed aspettiamo il corso degli eventi. Del resto, si tratta solo di qualche altro giorno. Nulla se si pensa ai mesi già trascorsi, da settembre ad oggi. Prima vincere e poi... Un’ultima raccomandazione mi sembra, al fine, necessaria e doverosa. Quando dovremo, tutti insieme, decidere il miglior candidato possibile, dovremo pensare prima ad assicurare la vittoria della coalizione e poi alle fortune personali e alle legittime aspirazioni. Dimenticando, ove possibile, vecchi rancori e penalizzanti contrapposizioni territoriali, e cercando di ragionare più con la testa che col fegato. Se ci riusciremo, dovremo tener conto soprattutto degli umori dei nostri elettori e delle loro aspettative, e, per conoscerli, non abbiamo bisogno di abusati sondaggi, che all’occorrenza già ci sono e possono essere anche ripetuti. Basterà, invece, a molti di noi girare per le strade e le piazze della nostra Puglia, incontrando e parlando con cittadini ed elettori. Io, che lo faccio spesso, una idea già me la sono fatta e quando, come ha già annunciato, Raffaele Fitto convocherà i parlamentari e gli organi del Pdl pugliese, la renderò manifesta. Intanto, il coordinamento regionale del Pdl farebbe bene a rimboccarsi le maniche, per avviare subito la macchina organizzativa, che deve preparare al meglio il programma, le liste, la propaganda e tutto ciò che serve per la campagna elettorale. Almeno questa volta, non fosse altro che per l’importanza della posta in palio, ci auguriamo che sia guidata e programmata, senza l’improvvisazione, la faciloneria e la confusione, che hanno caratterizzato le più recenti competizioni elettorali.

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03/08/2010
Dove ci porterà l’ira funesta del Cavaliere? Alle elezioni anticipate o, almeno, questo è il suo obiettivo.
28/07/2010
Avremmo voluto occuparci oggi solo di Mezzogiorno. Questione seria, drammatica e colpevolmente sottovalutata. Ma da Orvieto è partito l’attacco.
21/07/2010
“Il coordinatore regionale dell’Udc dice che la corsa di Vendola alla nomination nazionale preclude qualsiasi possibilità di collaborazione

09/06/2010
“La buona educazione prevede che alle lettere si risponda; ma Nichi Vendola non ha mai brillato per buona educazione.”
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